Scoprendo Zanzibar

Zanzibar - TanzaniaZanzibar, isola dell’Oceano Indiano, porto franco per i trafficanti a inizio Novecento, ex mercato di schiavi provenienti dall’Africa continentale, terra natia del grande Freddy Mercury, ma soprattutto un posto fantastico, un paradiso in terra con le sue spiagge bianche, tramonti mozzafiato, e albe indimenticabili.

A Zanzibar ho riscoperto la capacità di stupirmi di fronte alle cose più semplici. Ho riconosciuto una grande gioia di vivere negli occhi dei bimbi che al tramonto giocavano in spiaggia partite a calcio 30 contro 30, con tuffo in acqua al fischio finale. Ho fatto il bagno con i delfini a Dolphin Bay, all’ombra di una casa colonica che si stagliava sull’orizzonte; ho girovagato per i vicoli dove il piccolo Freddy correva, intorno alla sua casa. Non riuscirò però in nessun modo a descrivervi l’intensita dei colori e degli odori di una natura ancora incontaminata, dove l’elettricità, le fabbriche e tutto ciò che disturba la natura e il quieto vivere di questa fantastica popolazione sono oltre un braccio di mare… nel continente.

Zanzibar - esche per la pescaOgni posto, ogni momento trascorso a Zanzibar ti riserva un’emozione intensa, che ti resta dentro anche dopo molti giorni. La mattina rimanevo sorpreso e senza fiato alla vista della barriera corallina che spuntava dall’acqua con l’abbassarsi delle maree, ma soprattutto restavo incantato davanti agli struggenti colori del tramonto, che infondono calore, che ti danno una grande carica e ti fanno venir voglia di far finire presto la giornata successiva, per vedere ancora quello spettacolo così emozionante.

Senza lasciarsi andare a troppe licenze poetiche… a Zanzibar consiglierei di evitare i grandi villaggi (come il Bravo) e puntare invece su realtà piu piccole come il Blu Marlin. Se poi si vuole l’avventura vera si puo affittare per pochi euro una casetta sulla spiaggia: così diventa ogni giorno una sfida anche il riuscire a procacciarsi cibo diverso dal pesce.

Nei giorni trascorsi a Zanzibar ho conosciuto diversi italiani che vivono sull’isola o che stanno per trasferirsi in quel paradiso. Certo il posto non consente lussi, ma con l’equivalente di una pensione minima italiana lì ci si può permettere un villino in riva ad una spiaggia splendida, una cameriera e un autista. Se poi ci si arrangia con una moto per gli spostamenti… con 500 euro al mese sei davvero un re, dovrai solo stare attento al cibo: sconsigliatissimo per igiene il mercato locale, meglio adattarsi a pescare o macellarsi da soli piccoli animali tipo polli e conigli, anche perché in questi posti la corrente è davvero un miraggio, e il frigorifero serve solo per tenere a temperatura le bevande.

Ho conosciuto tra i tanti anche alcune coppie di anziani italiani che si sono trasferiti in questa meravigliosa isola, dove fanno da nonni ai tanti piccoli bimbi che giocano sulla spiaggia, vivendo di riflesso una profonda serenità d’animo: il frutto di una perfetta armonia tra uomo e natura.

zanzibar - foto ricordo

Guest post di Fabio Testa – slow travellers #05

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